GRAN GALA' GALILEO
Galileo Galilei è entrato nella nostra
vita all’improvviso, grazie ad un progetto scientifico rivolto alle scuole
“Performing Galileo”.
Tale progetto prevedeva la partecipazione allo spettacolo teatrale “Vita
di Galileo” (al PICCOLO TEATRO DI MILANO)
e successive fasi di approfondimento.
A scuola innanzitutto abbiamo estrapolato dalla rappresentazione le parole-chiave:
Scienza, Dubbio, Ragione, Verità, Ottusità.
Questi lemmi possono collegarsi tra loro attraverso un filo logico; su di essi
abbiamo riflettuto partendo dal termine Scienza, la
parola principale e protagonista dello spettacolo.
Il percorso della Scienza purtroppo è ostacolato dal Dubbio,
che spesso minaccia di non far giungere l’uomo alla conoscenza. I dubbi
però possono essere dissolti grazie all’infallibile Ragione.
Un ragionamento approfondito conduce, oltre che alla risposta ad un dubbio,
alla Verità, la nostra quarta parola-chiave.
L’ultima parola segreta è stata Ottusità,
che danneggia l’uomo e la sua voglia di conoscenza e di autonomia.
Come Galileo osservava la Terra e l’universo grazie ai suoi geniali strumenti,
noi abbiamo scelto una banalissima Trottola come strumento
di studio.
La Trottola, girando, ci ha permesso di rappresentare
nei suoi movimenti la Terra, che non si è mai fermata e tuttora è
alla ricerca di una nuova scoperta.
La trottola è anche il simbolo della circolarità del sapere umano,
composto di tante conoscenze collegate tra loro. Quando ci si ritrova al punto
di partenza il nostro sapere è più ricco e non si ricomincia mai
da capo.
A quel punto siamo stati chiamati a comporre individualmente definizioni, brani
di diario, o lettere, che potrebbero essere la continuazione di qualche scena
dello spettacolo “Vita di Galileo”. Gli scritti
da noi prodotti sono stati raccolti in codesto book.
Il lavoro successivo è stato quello di produrre disegni, che interpretassero
le parole-chiave.
Questo percorso ci ha permesso di arricchirci interiormente facendoci capire
quanto è importante non essere superficiali di fronte a qualsiasi situazione;
al contrario ci dobbiamo porre in continuazione infiniti perché, in modo
da poter essere sempre certi delle nostre affermazioni.